Legge bioetica: è questo il sens de l’histoire?

Dopo uno sprint di meno di una settimana e aspri dibattiti, l’Assemblea nazionale francese ha adottato in seconda lettura il disegno di legge sulla bioetica e la sua misura di punta dell’apertura della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) a tutte le donne nella notte tra Venerdì 31 luglio a Sabato 1° agosto.
La prima grande riforma sociale del quinquennato, una promessa elettorale di Macron, ostinatamente perseguita.
Il testo è stata votato in un’aula parlamentare nella quale spiccavano più gli assenti che le sparute rappresentanze politiche: 60 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astensioni, con applauso finale della maggioranza.
Per diventare a tutti gli effetti legge dello stato, il testo dovrà tornare ancora tornare al Senato, forse nel gennaio 2021, prima che i parlamentari di entrambe le Camere provino a trovare una versione di compromesso.

In un Tweet, Emmanuel Macron ha elogiato “l’impegno dei parlamentari, dei membri del governo e del Comitato Etico Consultivo Nazionale” che, secondo lui, “ha permesso l’adozione di un testo equilibrato in un dibattito pacifico”.

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Dura la posizione dei vescovi francesi.
“Con il loro voto, i deputati hanno cercato un ‘ équilibre ‘ – sembra replicare direttamente al tweet di Macron la voce di Pierre d’Ornellas, Arcivescovo di Rennes e responsabile del Gruppo di lavoro sulla bioetica della Conférence des évêques de France.
“Possiamo parlare di ‘equilibrio’ quando questo progetto – di fatto – proibisce ai bambini di avere un padre e, in pratica, genera una discriminazione ingiusta tra loro?
Possiamo parlare di ‘equilibrio’ quando questo progetto stabilisce l’egualitarismo tra tutte le donne per quanto riguarda la PMA quando non si trovano in una situazione paritaria rispetto alla procreazione?
Possiamo parlare di ‘equilibrio’ quando questo progetto comporta il rischio di eludere il principio della gratuità per la necessità di acquistare gameti umani?”.

La Conferenza episcopale di Francia (CEF) non ha mai smesso di far sentire la propria voce durante tutte le fasi di produzione, consultazione e approvazione del testo di legge.
Ancora pochi giorni prima che il testo venisse rapidamente calendarizzato al Senato ha voluto spiegare per l’ennesima volta le ragioni della sua opposizione a questo testo qualificato come “injuste, inégalitaire et dangereux pour l’humanité” .
Sempre Mons. Pierre d’Ornellas ha tenuto il 20 luglio una conferenza della durata di quasi un’ora per sottolineare i pericoli del disegno di legge.

La misura di punta del disegno di legge – l’apertura della PMA a donne single e coppie femminili – è una vera ingiustizia perché organizza deliberatamente l’assenza di filiazione.
“Nessuno può essere privato del padre da una legge repubblicana”, ha dichiarato Mons. D’Ornellas. Descrive questo sviluppo come un radicale sconvolgimento antropologico e una totale mancanza di rispetto per la dignità umana.
Ritiene inoltre che l’argomento dell’uguaglianza avanzato dai promotori della riproduzione assistita per tutte non sia ammissibile, poiché l’uguaglianza si applica solo a situazioni identiche.
E per aggiungere: “è giusto chiedere ai nostri concittadini di finanziare atti tecnici che non interessano la previdenza sociale?”.
La scomparsa del padre non è l’unico problema etico posto da questo testo. Il futuro degli embrioni soprannumerari, il potere del progetto genitoriale, il donatore terzo, l’anonimato, le tecniche di selezione embrionale… Sono tutte disposizioni che, secondo l’arcivescovo di Rennes, derivano dalla “fascinazione per le tecniche”.
“Nel corso delle prossime revisioni, il modello francese di bioetica è probabile che collassi”. Mentre nulla sembra fermare la direzione intrapresa, l’episcopato francese si chiede: “Quanto lontano andrà questa follia?”.
La Chiesa cattolica intende proporre un’altra strada illuminata dalla fraternità , senza la quale libertà e uguaglianza possono diventare idee folli. Una fraternità che, secondo il vescovo Ornellas, è “la grande dimenticata” nei dibattiti.
Qualsiasi revisione delle leggi bioetiche non dovrebbe derivare dalla semplice ricerca di un giusto equilibrio o di un compromesso più o meno giudizioso, ma dall'”essere guidati “dal rispetto della dignità umana”.


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“Revisione delle leggi bioetiche: è questo il sens de l’histoire?”

Testo del Comunicato stampa della Conferenza dei Vescovi di Francia pubblicato il 01 agosto 2020, nella nostra traduzione in italiano

“Il disegno di legge sulla bioetica è stato votato nel cuore della notte! Si vuole istituire una nuova modalità di filiazione cancellando completamente il padre dal concepimento.
Durante i dibattiti è stato sostenuto che questo disegno di legge riguardava l’amore in famiglia.
Ma i deputati non devono interferire in questa intimità e legiferare sull’amore! La loro missione è quella di stabilire la legge basata sul rispetto della dignità umana e dei valori etici che ne derivano, compresa la protezione dei più deboli.
Con il loro voto, i deputati hanno cercato un ‘ équilibre ‘.
Possiamo parlare di ‘ equilibrio ‘ quando questo progetto – di fatto – proibisce ai bambini di avere un padre e, in pratica, genera una discriminazione ingiusta tra loro?
Possiamo parlare di ‘ equilibrio ‘ quando questo progetto stabilisce l’egualitarismo tra tutte le donne per quanto riguarda la PMA quando non si trovano in una situazione paritaria rispetto alla procreazione?
Possiamo parlare di ‘ equilibrio ‘ quando questo progetto comporta il rischio di eludere il principio della gratuità per la necessità di acquistare gameti umani ?
Il principio di gratuità esprime un’alta idea della dignità umana, secondo la quale tutti gli elementi e i prodotti del corpo umano sono per natura liberi a causa della dignità dell’essere umano da cui derivano.
Si può parlare di ‘ equilibrio ‘ quando, a causa del projet parental, il cui ruolo è stato accresciuto, il potere del più forte – quello degli adulti – impone propri desideri ai più deboli, cioè ai bambini, che sono comunque soggetti di diritto?
I deputati hanno votato dopo aver riflettuto e discusso di altre questioni complesse, per lo più dolorose e talvolta complicate a causa di interessi contrastanti.
Queste riflessioni continueranno con i senatori.
I legislatori hanno la missione di regolare le tecniche biomediche nel modo più accurato possibile.
I parlamentari sono andati nella direzione della storia? Il loro voto non è stato guidato da una certa miopia?
Il nostro pianeta maltrattato richiede urgentemente una virata sul piano ecologico.
L’uso eccessivo di tecniche sull’uomo non ci costringerà a prendere una svolta, quella dell’ecologia umana?
Tout est lié’ al rispetto per gli esseri viventi, sia che appartengano alla natura o che siano esseri umani.
Non perdiamo il sens de l’histoire!
Anche noi, cittadini che crediamo in Dio o no, possiamo continuare a nutrire le nostre riflessioni basate sui valori etici di dignità, solidarietà e fraternità.
Si tratta di riflettere sulla bioetica pensando che si tratti di un diritto civile che porta con sè un ‘bien commun’ per tutti e non soltanto di situazioni particolari.
Conosciamo tutti l’una o l’altra di queste situazioni.
Sono dovute a des accidents della vita oppure a decisioni individuali. Anche se a volte sono condizioni difficili, non sono esenti dall’amore, nessuno ne dubita.
La Chiesa cattolica continuerà ad accompagnarli con rispetto e sollecitudine”.

Pierre d’Ornellas,
Arcivescovo di Rennes
Responsabile del Gruppo di lavoro sulla bioetica della Conférence des évêques de France



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