Vietato

Prendete chi prega‘ e ‘Lì prendiamo tutto : intimidazioni che sanno di avvertimento, in stile mafioso.
Protagoniste due donne – che con la mafia nulla hanno a che vedere: Antonietta D’Oria e Alessandra Maiorino.
Primo cittadino di Lizzano (TA) dal 2018, pediatra e mamma di 4 figli (eletta in una lista civica). Alessandra Maiorino è senatrice del Movimento 5 Stelle, prima firmataria di un DDL presentato nel marzo del 2019, qui alla sua prima legislatura, da subito in prima fila nella difesa dei diritti LGBT, vicepresidente vicario del gruppo M5S e portavoce M5S al Senato della Repubblica.

Prendete chi prega

Un dettaglio nella nota vicenda di Lizzano.
Spazio prospiciente la parrocchia di San Nicola: da una parte, veglia di preghiera per chiedere l’aiuto divino affinché l’iter del Ddl Zan potesse essere fermato; dall’altra, flash mob di un gruppo di attivisti Lgbt che circondano la chiesa con bandiere arcobaleno, cartelli e slogan. Sale la tensione, arrivano le forze dell’ordine. E Antonietta D’Oria, richiamata dal frastuono di quello che pareva essere una rissa.
Gira un filmato in cui il primo cittadino di Lizzano “redarguisce una pattuglia di carabinieri che prendevano le generalità di alcuni liberi cittadini – cittadini riuniti di fronte alla chiesa in cui si celebrava la preghiera in questione – ricordando ai militari che l’Italia è un paese democratico dove è legittimo protestare.
E quando il carabiniere prova a giustificarsi, dicendo di agire per motivi di pubblica sicurezza, lei lo gela: ‘E allora identificate prima quelli che stanno dentro. Perché siamo in un paese democratico!’.
Ed è stato lì che la sindaca Antonietta D’Oria ha senza esitazione, con la voce rotta dall’emozione, urlato ai militari che l’Italia è una Repubblica laica, democratica, dove la libertà di manifestazione è un diritto inviolabile.
E sollevando l’indice in direzione della Chiesa ha urlato: ‘Andate a identificare quelli che sono lì dentro. Perché questa questa è una città democratica. E quello che sta succedendo è una vergogna’.
‘Tanti – ha poi scritto su Facebook – sono i motivi per cui raccogliere una comunità in preghiera. Certo non contro chi non ha peccato alcuno se non quello di avere il coraggio di amare. E chi ama non commette mai peccato, perché l’amore, di qualunque colore sia, innalza sempre l’animo umano ed è una minaccia solo per chi questa cosa non la comprende”
.

La narrazione di cui sopra è la ricostruzione dei fatti di Lizzano secondo Cathy La Torre, conosciuta per le sue battaglie legali a favore dei diritti della comunità Lgbtqi, già consigliera nel comune di Bologna in una lista civica e che ora pensa a candidarsi alle prossime elezioni a Bologna, come sindaco, in una lista di sinistra-sinistra.

Lì prendiamo tutto

Alla Camera dei deputati viene depositato ufficialmente il nuovo testo della proposta di legge contro l’omofobia (il testo base che unifica 5 ddl a firma di Zan, Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi).
La senatrice pentastellata, Alessandra Maiorino, rilascia una serie di interviste, con l’intento di difendere ad ogni costo quel testo da possibili modifiche sostanziali, “perché la legge che è stata depositata ieri, dopo una lunghissima battaglia combattuta in commissione Giustizia alla Camera, è stata pensata e soppesata al milligrammo”.

Prendetevi 5 minuti e leggetevi l’intervista rilasciata a Fanpage.it il 1° luglio 2020 e le dichiarazioni della senatrice pentastellata cinque giorni dopo a Gay.it . Noterete che il contenuto è simile, quasi le stesse parole: tranne tre.

La giornalista Annalisa Cangemi di Fanpage.it le chiede: il rischio di “derive liberticide” di cui parlava la Cei, prima che il testo venisse depositato, si è dissolto. Perché il centrodestra continua a esprimere il suo dissenso?

Risposta: “Il centrodestra non ha appigli per criticarla. Come dicevo il motivo del contendere è stato tolto fin dall’inizio. La Cei è caduta vittima di un inganno. Probabilmente persone che ruotano attorno a Pro Vita hanno comunicato ai Vescovi qualcosa che non corrisponde alla realtà. Credo che nessun credente possa opporsi a una legge che condanna la violenza contro un altro essere umano. C’è una piccola parte di fondamentalisti, che non esito a definire fanatici, che sono anche contro Papa Francesco. Sono spesso gruppuscoli che afferiscono alla Lega. Però anche all’interno della Lega ci sono posizioni più moderate, solo che non emergono, perché emergono sempre quelle più estremiste. Se guardiamo al centrodestra in Senato noi abbiamo la capogruppo di Forza Italia Bernini, che ha partecipato con me ad alcuni incontri, ed è del tutto favorevole all’estensione dei diritti alla comunità lgbt. Alla Camera per esempio c’è Mara Carfagna. Purtroppo fa sempre più rumore chi urla”.

A Gay.it (“DDL Zan, intervista alla senatrice Alessandra Maiorino: ‘Il testo non va toccato, saremo compatti”) dice – testuali parole.

Domanda: Non crede che con il “reato di propaganda” all’interno del testo quelle sterili polemiche sarebbero state ancor più pressanti, e soprattutto non si sarebbe corso il rischio di andare incontro ad un’eventuale incostituzionalità?

Risposta: “Assolutamente sì. Avevo proposto di metterlo comunque, semmai l’avremmo tolto. Si sarebbe dato anche un segnale. Non averlo messo non ci dà questo spazio di manovra. Sicuramente ci verrà chiesto di togliere dell’altro, ci proveranno in tutti i modi a deturpare questa legge. Avremmo avuto una piccola merce di scambio che poco avrebbe pesato nell’economia generale del provvedimento, strategicamente e politicamente parlando.
Contenutisticamente, invece, se non fossimo in Italia, ma siamo in Italia, il problema non si sarebbe posto.
Perché chiunque capisce che la chiesa cattolica e i suoi rappresentanti, in base ai dettami della propria fede, possono continuare a dire ciò che credono, sempre che non sia un insulto, perché rientra in una sfera religiosa.


Ma ciò non vale per quelle organizzazioni che religiose non sono e che non possono avvalersi di questo manto che le rende qualcosa di altro, tipo Pro Vita, Forza Nuova e Casa Pound, che dicono cose aberranti sulla comunità LGBT, e temo che non avendo messo il reato di propaganda potranno continuare a farlo.

Anche se, avendo inserito il reato di incitamento all’odio, lì prendiamo tutto”

Prendete chi prega‘ e ‘Lì prendiamo tutto.

Se due persone come Antonietta D’Oria e Alessandra Maiorino, profondamente lontane tra loro, si sentono entrambe libere e legittimate sul piano popolare di esprimere pubblicamente affermazioni così gravi, ci attende un prossimo futuro pesante.

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